STORIA dello SCOUTISMO

1901-1907 Baden Powell torna dalla guerra in Sudafrica e viene acclamato come un eroe nazionale e promosso al grado di Generale. In questo periodo, di fronte allo sbando dei ragazzi londinesi ed alla poca presa su di essi dei vari college, riorganizza le sue esperienze maturate sul campo nella sua prima vita ( come la chiama egli stesso nel libro “ La mia vita come un’avventura”) e mette a fuoco le sue idee su come offrire un metodo valido ed avvincente per l’educazione dei ragazzi. Nel suo intento non c’era quello di formare un movimento, ma di dare delle valide idee per i college inglesi già esistenti affinché riuscissero ad avvicinare di più i ragazzi in modo attivo e divertente per loro.

1-9 agosto 1907 BP con alcuni suoi amici volle provare la validità del suo metodo organizzando sull’isola di Brownsea nella baia di Pool il primo campo scout. Portò con sé 21 ragazzi di varie estrazioni sociali e li suddivise in 4 squadriglie: Lupi, Tori, Corvi e Chiurli.

Gennaio 1908 dopo aver verificato le sue idee a Browsea, pubblica in edicola ogni 15 giorni un pezzo di quello che poi sarà il suo primo libro “Scouting for Boys”. I fascicoli vanno a ruba fra i ragazzi, che cominciano ad organizzarsi in maniera autonoma in squadriglie e riparti.

4 settembre 1909 Primo raduno scout al Crystal Palace di Londra. Circa 11.000 ragazzi inglesi vi parteciparono e durante la parata BP scopre un gruppo di ragazze che si definiscono scout girls. Da quel momento BP chiederà alla sorella Agnese di aiutarlo per creare un movimento femminile con il suo metodo. Nascerà così dopo qualche anno il movimento delle Guide.

1910 Nascono ufficialmente le Guide, guidate da Agnese Powell, sorella di BP.

1914 Nascono per le bambine le Rosebuds (boccioli di rosa) poi trasformate nel 1915 nelle Brownies, folletti buoni della tradizione inglese, che di nascosto aiutano la gente a svolgere le faccende domestiche.

1916 Pubblicazione del Manuale dei Lupetti (Wolf’s Cubs Handbook) con il quale BP definisce il metodo per i più piccoli fra gli scout. In risposta all’esigenza avanzata da alcuni capi riparto, che avevano una serie di bambini, che volevano fare gli scout, ma erano troppo piccoli per fare le cose come i grandi.

1918 Pubblicazione della versione definitiva del manuale “Girl Guiding”, dove BP definiva il metodo delle guide per le ragazze.

1922 Pubblicazione del manuale per definire il metodo per tutti quei giovani scout che non erano più dei ragazzi. La strada verso il successo, “Rovering to success”, da cui nasce il termine rover per i ragazzi dai 16 ai 21 anni.

  

STORIA dello SCOUTISMO in ITALIA

1910 ci fu la prima esperienza scout in Italia con i R.E.I (ragazzi esploratori italiani) fondati da un baronetto inglese Sir Francis Vane, che era rimasto entusiasta del metodo di BP e che in quegli anni si era trasferito a vivere a Bagni di Lucca in Toscana.

1912 Nascita del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani (CNGEI) a opera di Carlo Giovanni Colombo

1916 Nasce in Italia L’ASCI (associazione scoutistica cattolica italiana) ad opera di Mario Mazza e Mario di Carpegna, nobile pontificio. Fu la prima associazione cattolica di scout, di cui BP nelle sue numerose visite in Italia disse più volte: “Voi cattolici siete quelli che meglio avete messo in pratica il mio metodo”.

1922 comincia ufficialmente la dittatura Fascista in Italia che non vede di buon occhio le associazioni scout, perché Mussolini vuole plasmare egli stesso le giovani generazioni italiane secondo le idee fasciste. Molti sacerdoti in questo periodo fanno partire nelle loro parrocchie dei gruppi di Esploratori dell’ASCI anche in contrasto aperto con il regime fascista.

1923 Uno di questi era don Giovanni Minzoni, Parroco di Argenta nella Diocesi di Ravenna. Ecco di seguito riportato ciò che successe in quell’anno al teatro parrocchiale:

L’8 luglio 1923 Mons. Emilio Faggioli, assistente regionale dell’ASCI, fu invitato nel teatro parrocchiale di Argenta a tenere una conferenza sulla validità educativa dello scoutismo. “Attraverso questo tirocinio e disciplina della volontà e del corpo”, affermò don Faggioli, “noi intendiamo formare degli uomini di carattere”. Dalla galleria lo interruppe allora il segretario del fascio di Argenta “C’è già Mussolini…!”. Monsignor Faggioli riprese il suo intervento spiegando all’uditorio che lo scautismo agisce sopra e al di fuori delle fazioni politiche. “Vedrete da oggi lungo le vostre strade i giovani esploratori col largo cappello e il giglio sopra il cuore. Guardate con simpatia questi ragazzi che percorreranno cantando la larga piazza d’Argenta.” “In piazza non verranno!” esclamò ancora il segretario del fascio. Gli rispose allora don Minzoni stesso: “Finché c’è don Giovanni, verranno anche in piazza!”. L’applauso dei giovani troncò il dialogo.

Purtroppo, dopo pochi mesi don Giovanni Minzoni venne pestato a sangue da degli squadristi fasciti, mentre rincasava in canonica, morì poi nella notte solo perché volevano stroncare la sua azione educativa diretta a formare la gioventù per prepararla allo stesso tempo ad una solida vita cristiana e ad un conseguente impiego per la trasformazione della società. Per questo gli Esploratori Cattolici sono a lui debitori.

1927 la chiesa italiana sacrifica il movimento scout per poter tenere aperta l’Azione Cattolica ed il fascismo approva delle leggi che obbligano lo scioglimento dei gruppi scout nei comuni con meno di 20.000 abitanti. Poi nel 1928 in tutta Italia.

1928-1945 Periodo dello scoutismo clandestino o della giungla silente. Famosa è l’esperienza di Milano dove un gruppo di ragazzi, che in seguito si daranno il nome di “Aquile Randagie”, non vollero smettere di fare scoutismo ed allora partivano in borghese da casa e poi una volta fuori Milano o in montagna indossavano l’uniforme e continuavano a fare attività scout e uscite. Alcuni di loro riuscirono ad andare nel 1933 al Jamboree (incontro mondiale degli scout) svoltosi in Ungheria per mantenere i contatti con lo scoutismo internazionale. Nel 1937 alcune aquile randagie parteciparono all’ultimo Jamboree in Olanda con la presenza di BP, che incontrarono di persona e lui lodò il loro operato in Italia. Durante la guerra i ragazzi delle aquile randagie, ormai cresciuti, organizzarono OSCAR acronimo per Organizzazione Scout Collocamento Assistenza Ricercati, che aveva lo scopo di far scappare in Svizzera attraverso i sentieri di montagna, che ben conoscevano, ricercati politici, ebrei e alla fine anche nazisti, i loro nemici.

 28 dicembre 1943 in piena occupazione nazista di Roma, un gruppetto di sette giovani ragazze pronunciava nelle catacombe di Santa Priscilla di fronte al Padre Agostino Ruggi d’Aragona la loro promessa. Nasceva così l’AGI (associazione guide italiane), riconosciuta poi nel 1944 dalla Santa Sede.

1945 Con l’arrivo della pace rifiorirono in tutta Italia i vecchi riparti ASCI che erano stati soppressi e tutta l’associazione si dà un gran da fare per riorganizzare tutta la struttura educativa. In questi anni molti Capi parteciparono ai campi scuola che si tenevano a Gilwell Park in Inghilterra per perfezionare la loro conoscenza del metodo scout. Anche i contatti con le altre associazioni scout cattoliche in Francia ed in Belgio, che non avevano subito la stessa chiusura forzata come in Italia, aiutarono l’ASCI nel perfezionare il metodo di ogni singola branca. Nasce così il Lupettismo cattolico italiano così come lo conosciamo oggi ad opera di Fausto Cattani (prima della guerra, infatti, i lupetti in Italia erano davvero pochi ed erano trattati come dei piccoli esploratori) e nasce anche il Roverismo ad opera di Osvaldo Monass ed i primi Clan in giro per l’Italia, cosa che prima della guerra non c’era o erano considerati come scout seniores, almeno fino ai primi anni ’50.

In questi anni Fausto Catani, che conosceva bene l’inglese, tradusse i manuali dello scoutismo in italiano, mettendoli così a disposizione di tutti i capi.

1948 Anche l’AGI perfeziona il suo metodo creando le Coccinelle per le bambine, un adattamento italiano delle Brownies, i folletti buoni pensati da BP, e le Scolte per le ragazze più grandi.

1968-1974 Anche lo scoutismo venne investito dalle idee di rinnovamento e libertismo di quegli anni. Molti contestavano la legge ed il metodo; molti contestavano l’uniforme e l’issa bandiera con la bandiera italiana, confondendo l’amore di patria con i totalitarismi degli anni precedenti; molti uomini dell’ASCI, pensando che fosse una cosa di poco conto giocare come Akela con dei bambini, smisero di fare i Capi Branco e già nei primi anni ’60 si cominciò in alcuni gruppi a mettere come Akela delle ragazzine di 17 anni per sopperire alla mancanza di Capi maschili, e alla creazione di Clan misti per formare anche queste ragazze, cosa che Fausto Cattani cercò in tutti i modi di combattere con lettere ed articoli; molti volevano politicizzare l’ASCI portando addirittura dei lupetti a fare delle manifestazioni di piazza o dei picchetti di sciopero; molti nelle riunioni fiume che si facevano nelle varie zone d’Italia criticavano il metodo scout originale perché: “nasce da matrice borghese”, “ è repressivo”, “ serve a formare degli integrati del sistema”, “è succube dell’autorità ecclesiastica”, “ è colonialista”, “militarista”, “reazionario”, “ non va a passo con i tempi”, tutte frasi che echeggiavano in questi incontri. Tutto questo fermento portò in una riunione del Consiglio generale ad abolire l’ASCI e L’AGI e a creare l’AGESCI senza un chiaro statuto.

Non tutti erano d’accordo con questa decisione e alcuni decisero di non aderire, altri invece decisero di rimanere dentro per impedire pericolose derive ed eccessivo annacquamento del metodo scout originale da parte della nuova associazione.

I Capi del Treviso 2° e le Capo del Ceppo Treviso 1°, che facevano servizio nelle parrocchie a nord di Treviso, supportati dai loro parroci ed anche dall’allora Vescovo Monsignor Antonio Mistrorigo, decisero di scrivere ai genitori una lettera con le ragioni per cui i capi non volevano aderire alla nuova associazione, formando così per due anni l’Associazione Gruppi e Ceppi Scout Cattolici Treviso.

14 aprile 1976 da parte di alcuni capi romani, che inizialmente erano rimasti dentro all’AGESCI, dopo la prima assemblea regionale Agesci del Lazio,  dove questi capi ,circa 108,  avevano proposto di sviluppare in regione un’azione secondo le linee classiche dello scoutismo cattolico ed erano stati bocciati da circa 700 capi urlanti e strepitanti, che addirittura strapparono e lanciarono verso di loro il documento, questi stessi capi firmarono  la nascita di un’Associazione italiana degli Scout d’Europa.

La firma e la stesura dello statuto furono precedute da contatti epistolari con gli Scout d’Europa francesi che nel 1975 vennero in pellegrinaggio a Roma per il Giubileo, dove il Santo Padre rivolse loro calorose parole di apprezzamento per la loro azione.

I primi gruppi scout che aderirono furono il Roma 32, il Roma 68, il Roma 3 e il Roma 46. Poi grazie all’esperienza del servizio per il terremoto in Friuli a Vito d’Asio nell’agosto del 1976 anche i Gruppi e Ceppi Scout Cattolici di Treviso vennero a conoscenza della neonata Associazione e il 7 settembre del 1976 chiesero ed ottennero di aderire all’FSE.

Il Treviso 2° don Ugo de Lucchi è stato il 7 settimo gruppo ad aver aderito alla nuova Associazione.

1984 Primo Eurojam in Francia per le FSE

1994 Secondo Eurojam in Italia per le FSE

Dal 1991 espansione degli Scout d’Europa nei paesi dell’est, dopo la caduta del regime comunista, con l’aiuto dell’Italia soprattutto per l’Ungheria e la Romania

1998 La Chiesa Italiana riconosce ufficialmente la nostra Associazione

2003 Terzo Eurojam in Polonia

2014 Quarto Eurojam in Francia

2027 Quinto Eurojam in Italia